Gli anni in bianco e nero🎥
- lettriciinsolenti
- 9 giu
- Tempo di lettura: 3 min

Gli occhi sono il modo in cui percepiamo il mondo. Eppure può cambiare il modo in cui lo si vede quando si appone ad esso un filtro: può essere la pagina di un libro📕, la bellezza dell'arte o della musica🎶. Oppure come 𝐌𝐢𝐦ì, che pone tra lei e il mondo che la circonda, la lente magica di una cinepresa🎥, scegliendo cosa mostrare e cosa lasciare fuori campo, dando forma alle storie che abitano la sua mente curiosa.
Ed è proprio attraverso il suo sguardo che, tra le strade del Salento degli anni Sessanta, incontriamo le 𝑆𝑜𝑟𝑒𝑙𝑙𝑒 𝐸𝑙𝑖𝑎: 👭🏻👭🏻 donne cresciute in un’epoca che sembra aver già deciso quale debba essere il loro destino, ma che continuano a cercare, ciascuna a modo proprio, uno spazio in cui poter essere davvero se stesse.
🎞️Fotogramma dopo fotogramma, Mimì cattura desideri, fragilità e contraddizioni delle persone che ama, restituendoci il ritratto vivido di una famiglia alle prese con il cambiamento, lento, faticoso, eppure inesorabile.
C’è 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐚, impetuosa come una melodia 🎶 che si rifiuta di essere messa a tacere. Ribelle, passionale e indomabile, è pronta a rischiare tutto pur di inseguire ciò che ama.
C’è 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚, la più pragmatica. Dietro la compostezza della donna sposata 💒 si nasconde un’inquietudine silenziosa, il bisogno di sentirsi davvero viva e di ricordare a se stessa che non si smette mai di sognare.
E poi c’è 𝐀𝐝𝐚, la più dolce e riservata. Custodisce un amore giudicato sbagliato dagli altri 👩🏻❤️👩🏼 e proprio per questo il suo percorso è tra i più delicati, dolorosi e struggenti del romanzo.
Ma al centro di tutto resta sempre Mimì. 🎒
È impossibile non affezionarsi a questa ragazzina curiosa e determinata, capace di osservare le ferite della propria famiglia, segnata dalla presenza di un padre vi0lent0 👊🏻 e autoritario, e di cogliere le crepe di una società che continua a imporre alle donne un destino già scritto.
Attraverso i suoi occhi 👀 assistiamo ai cambiamenti che iniziano a farsi strada nella sua casa 🏠, tra i banchi di scuola e nelle strade del paese. Li vediamo nelle proteste 🪧 e nei discorsi urlati al megafono 📣, nelle riunioni in cui le donne trovano finalmente il coraggio di pronunciare parole fino a poco tempo prima impensabili, come divorzio, ma anche nei dettagli più piccoli e apparentemente insignificanti, come le gonne che si accorciano e diventano il simbolo di una libertà reclamata centimetro dopo centimetro.
#FrancescaGiannone costruisce così una storia fatta di sogni, sacrifici 🪡 e battaglie combattute lontano dai riflettori, dove anche i gesti più semplici finiscono per trasformarsi in atti di coraggio. Nell’𝐴𝑡𝑒𝑙𝑖𝑒𝑟 𝑠𝑜𝑟𝑒𝑙𝑙𝑒 𝐸𝑙𝑖𝑎🧵, tra ago e filo, prendono forma non soltanto abiti 👗, ma anche passioni travolgenti, ferite difficili da rimarginare e la speranza di ritagliarsi un futuro diverso da quello che altri hanno scelto.
Io questo libro l’ho centellinato.
Non perché mi mancasse il tempo per leggerlo, ma perché non avevo alcuna voglia di arrivare all’ultima pagina. 📃
Volevo restare ancora un po’ con loro, con le sorelle Elia, dentro quelle vite che a poco a poco erano diventate anche un po’ mie.
E poi, inevitabilmente, il finale è arrivato. 💔
Un finale dolceamaro che mi ha mozzato il fiato e che mi ha fatto piangere tutte le lacrime che avevo tenuto dentro fino a quel momento.
Credetemi quando dico che scrivere questa recensione è stato difficilissimo.
Questo romanzo ha lasciato dentro di me un piccolo angolo in bianco e nero, come uno dei film che Mimì sogna di realizzare. E sono certa che quel fotogramma resterà con me ancora per molto, moltissimo tempo. 🤍 📽️


