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Canta il mio nome🏹 La profezia di Atalanta

  • Immagine del redattore: lettriciinsolenti
    lettriciinsolenti
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La prima cosa che conta è il mio 𝐧𝐨𝐦𝐞. La seconda, la mia 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂. La terza cosa è la 𝐝𝐞𝐚. La quarta, il 𝒃𝒐𝒔𝒄𝒐.


Questa storia è un richiamo per tutti gli amanti dei #retelling sì, ma anche per coloro i quali non conoscono la storia di Atalanta🏹.


Perché #CantaIlMioNome è un canto primordiale che vibra nelle ossa🌿 e vi saprà incantare come poche cose. Questa è la storia di un mondo antico, selvatico eppure al tempo stesso tanto reale e moderno.


𝐀𝐭𝐚𝐥𝐚𝐧𝐭𝐚 non è solo una protagonista, è una forza. È rabbia trattenuta, è desiderio di libertà, è il peso di un nome che chiede di essere onorato ogni singolo giorno.

In una società che le impone limiti, lei corre🏃🏻‍♀️.

Corre più veloce degli uomini, più veloce delle aspettative, più veloce persino del destino o almeno ci prova.


Cresciuta da un padre che l’ha addestrata come un maschio, tra caccia🦌, lotta e disciplina, Atalanta diventa tutto ciò che una donna, in quel mondo, non dovrebbe essere. Eppure, proprio quello stesso padre che l’ha resa così forte, non smette mai davvero di vederla per ciò che la società pretende: una donna da dare in sposa👰🏻‍♀️.


Accanto a lei, però, c’è qualcosa di prezioso e potente: un gruppo di ragazze, cacciatrici, sorelle, che condividono il bosco, il sudore, la libertà. Un legame tutto al femminile che sa di risate, complicità e desiderio di esistere senza chiedere permesso🌿


La storia affonda le radici nel mito🔱, ma pulsa di qualcosa di estremamente vivo e attuale: il bisogno feroce di ꜱᴄᴇɢʟɪᴇʀᴇ ᴄʜɪ ᴇꜱꜱᴇʀᴇ.

Tra palazzi🏛️ che odorano di passato e boschi🌳 che sussurrano promesse, Atalanta si muove in equilibrio tra due mondi, quello degli uomini e quello degli dei, senza appartenere davvero a nessuno dei due.


𝐀𝐫𝐭𝐞𝐦𝐢𝐝𝐞 è la dea che veglia su Atalanta, non lontana e irraggiungibile, quanto piuttosto una presenza concreta, magnetica, ma anche imprevedibile e capricciosa come una bambina.

Il loro legame è uno degli aspetti che più mi ha colpita: non è solo devozione, è attrazione, è trasformazione, è rinuncia. È il prezzo stesso della libertà, che può diventare gabbia e catene⛓️‍💥


E poi c’è 𝑴𝒆𝒍𝒂𝒏𝒊𝒐𝒏🪉.

Una presenza che arriva come uno strappo nel destino già scritto di Atalanta. Non è solo un interesse amoroso, ma una possibilità e una tentazione. Con lui entra in gioco qualcosa di pericoloso: il 𝐝𝐮𝐛𝐛𝐢𝐨.

Si può amare senza perdere se stesse? Si può scegliere qualcuno senza tradire la propria libertà?


Ho amato il modo in cui questa storia parla del corpo femminile senza filtri: forza, desiderio, vergogna, identità. Atalanta si guarda, si mette in discussione, si perde e poi si ritrova. E in quel perdersi c’è tutta la bellezza fragile e potente della crescita.


✒️La penna è ricca, evocativa, quasi sensoriale. Si sente il vento🍃 tra gli alberi, l'ebbrezza della gioventù, il profumo che stordisce e il desiderio che striscia sotto pelle🐍. Ogni pagina è viva, densa e piena.


Questa non è solo la storia di un’eroina. È la storia di una scelta. Di cosa siamo disposte a perdere per essere libere.


E mentre chiudi il libro, ti resta addosso la sensazione che il bosco ti stia ancora osservando e puoi solo sperare che Atalanta e tutte le donne presenti in questa storia, siano finalmente ciò che sono sempre state destinate ad essere.


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