Un caso di omicidio e di storie rubate📚🔍
- lettriciinsolenti
- 28 mag
- Tempo di lettura: 2 min

Se c'è una cosa che amo fare quando leggo, è immergermi completamente nell'atmosfera e spesso mi succede con storie ambientate in un mondo tangibile☕ e con questo romanzo ho potuto assaporare l'aria di una Londra passata.
Tra corridoi silenziosi, giudici impeccabili, segreti nascosti sotto toghe e convenzioni sociali, #Uncasodiomicidioedistorierubate ci porta nella Londra del 1901, dentro l’Inner Temple: una cittadella quasi separata dal resto del mondo, governata da regole antiche e uomini convinti che il prestigio possa proteggerli da tutto. Anche dal sangue.
E invece no.
Perché una mattina viene ritrovato il cadavere del primo giudice d’Inghilterra, con un coltello conficcato nel petto ⚖️🩸
Il dettaglio inquietante?
L’omicidio sembra impossibile.
I cancelli erano chiusi. Gli invitati alla cena della sera precedente appartengono tutti all’élite più rispettabile del Temple. E la polizia🚔non può muoversi liberamente in quel luogo così esclusivo e isolato. Così l’indagine finisce nelle mani di Sir Gabriel Ward: un avvocato👩🏻⚖️metodico, solitario, abitudinario fino all’ossessione… e assolutamente inadatto, almeno sulla carta, al ruolo dell’investigatore🔍
Ma Gabriel è uno di quei personaggi che ti conquistano piano piano.
All’inizio sembra distante, rigido, quasi buffo nella sua precisione maniacale. Poi però inizi a vedere tutto quello che nasconde: la sua intelligenza brillante, il modo in cui osserva il mondo, la sua difficoltà nel relazionarsi con gli altri… e quella malinconia sottile che gli resta addosso come polvere sui libri antichi 📚
E mentre cerca di capire chi abbia ucciso Lord Dunning, si intreccia anche un altro caso: quello di un libro per bambini diventato un successo enorme, al centro di dispute legali e misteri legati alla sua vera autrice 🐭✒️
Ed è proprio qui che il romanzo tira fuori il suo lato più affascinante: non parla solo di omicidi, ma anche di storie. Di chi le scrive. Di chi se ne appropria. Di quanto potere possano avere.
Un mix tra giallo classico inglese, critica sociale, ironia raffinata e ambientazione accademica così viva da sembrare reale. Leggendo avevo continuamente la sensazione di camminare tra cortili umidi, biblioteche immense e sale illuminate da candele tremolanti 🕰️
E poi ci sono i dialoghi: intelligenti, pungenti, elegantissimi.
Si sente tantissimo che l’autrice conosce davvero quel mondo, e infatti ogni dettaglio dell’Inner Temple trasuda autenticità.
Se amate i mystery in stile classico, con investigazioni lente ma curate, personaggi sfaccettati e quell’atmosfera un po’ “cozy” questo libro potrebbe conquistarvi davvero🖤


