La vedova di Hong Kong🏮
- lettriciinsolenti
- 6 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Autrice: Kristen Loesch
Edito: Marsilio
Innanzitutto ✨ʙᴜᴏɴ ᴀɴɴᴏ ᴀ ᴛᴜᴛᴛɪ ✨
spero davvero che abbiate passato queste feste nel migliore dei modi, tra riposo, coccole e magari qualche bella storia a tenervi compagnia☕.
Io ho iniziato il nuovo anno nel modo che preferisco: con un libro tra le mani, il primo del 2026🍾
#LaVedovaDiHongKong è una storia che arriva piano, ma è fatta per restare.
Come un fantasma gentile che non vuole spaventarti, ma ricordarti qualcosa che avevi sepolto👻.
Questa è una storia che attraversa il tempo, i continenti, le vite spezzate e quelle ricucite male. È un romanzo che cammina su tre fili intrecciati: la memoria🔖, il dolore e l’amore❤️🩹 quello che salva, quello che distrugge, quello che non se ne va mai davvero.
Al centro c’è 𝐌𝐞𝐢, che conosciamo giovane, fragile e fortissima insieme, in fuga da Shanghai verso una Hong Kong piena di ombre. Mei parla con gli spiriti. Ma soprattutto, Mei porta dentro una ferita che non si è mai chiusa🪡.
E quando viene invitata a partecipare a una serie di sedute spiritiche🔮 in una villa carica di segreti, capiamo subito che nulla sarà solo ciò che sembra.
⏳Il tempo scorre, cambia voce, e troviamo Mei anziana, in America🗽, pronta a tornare indietro. Non per nostalgia. Ma per fare pace con i fantasmi: I suoi, quelli degli altri.
E quelli che una notte del 1953 hanno lasciato una macchia invisibile nella storia.
Questo libro è atmosfera pura!
È umido di pioggia, di incenso, di sangue che non si vede più.
È elegante, doloroso, lento nel modo giusto. Non corre: ti prende per mano e ti accompagna, anche quando vorresti distogliere lo sguardo.
Ogni elemento serve a parlare d’altro: di trauma, di colpa, di legami spezzati⛓️💥 e del rapporto complesso e struggente tra madri e figlie. I fantasmi che abitano queste pagine non sono solo quelli che bussano dall’aldilà, ma anche quelli che ci portiamo dentro e che chiedono, prima o poi, di essere ascoltati.
È un romanzo suggestivo, malinconico, a tratti doloroso, ma anche incredibilmente umano. Uno di quei libri che non si divorano di fretta, perché hanno bisogno di tempo, silenzio e attenzione. E quando arrivi all’ultima pagina ti resta addosso una sensazione strana, fatta di nostalgia e quiete, come dopo una lunga confessione notturna.
Grazie di cuore a Marsilio per questa lettura e per la fiducia 💙
E grazie a voi che siete qui, che leggete, commentate, condividete emozioni e storie: che questo nuovo anno sia pieno di libri che vi facciano sentire meno soli, più compresi, un po’ più a casa 📚✨




