Cuore in blackout 🎶
- lettriciinsolenti
- 25 mar
- Tempo di lettura: 2 min

𝘊𝘰𝘮𝘦 𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘭𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘧𝘪𝘰𝘳𝘦 🌷 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘤𝘦𝘨𝘭𝘪𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘳𝘦𝘴𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘵𝘳𝘢 𝘭𝘦 𝘤𝘳𝘦𝘱𝘦 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘮𝘢𝘳𝘤𝘪𝘢𝘱𝘪𝘦𝘥𝘦…
È esattamente questa la sensazione che mi ha lasciato questo libro una volta chiuso: il racconto di due anime frastagliate, diverse eppure unite da desideri che finiscono per assomigliarsi più di quanto vorrebbero.
Una storia fatta di musica e lividi e promesse infrante, capace di farti trattenere il fiato e colpirti 🥊 dritto dove fa più male, per poi emozionarti con una delicatezza disarmante.
Margherita e Adam appartengono a due classi sociali opposte: lei è cresciuta nella gabbia dorata dell’agio, senza doversi mai chiedere se i soldi bastassero per arrivare a fine mese; lui, invece, vive contando i respiri e i passi, con il peso costante di prendersi cura di una madre fragile, intrappolata nella depressione.
Eppure, sullo sfondo di un’Ancona innevata ❄️, quelle vite e quelle strade che per anni sono scivolate parallele 🛣️, senza mai sfiorarsi, finiscono per convergere e il loro incontro, improvviso e vertiginoso come stare sul ciglio di un parapetto, mozza il fiato.
Una sola notte, e poi un blackout che cambia tutto. 🌬️
Si rincontrano dopo cinque anni e stringono un patto: 🤝🏻 vivere il momento, senza aspettative, senza promettersi nulla, con la promessa quasi crudele di deludersi alla fine.
Una fine inevitabile, che pende come una spada 🗡️ di Damocle nel silenzio di Margherita, che finge di avere tempo perché desidera sentirsi normale e prendere tutto da quel ragazzo a cui vorrebbe giurare canzoni 📝 , il proprio corpo, ogni sogno infranto. 💔
La passione di Adam è sfrenata, senza limiti, il contatto, il sesso diventano il linguaggio di tutto ciò che non riescono a dirsi, e ho amato profondamente la penna di Ila, mai volgare, ma densa, matura, capace di restituire ogni emozione con una precisione quasi dolorosa.
Il finale ti attraversa, ti fa tremare e ti lascia addosso una sensazione viva e pulsante, quella certezza fragile ma ostinata che quei due ragazzi, da quel giorno sul parapetto, siano cresciuti e, in qualche modo, abbiano iniziato a guarire.
A te non resta che una cosa da fare: fidarti di loro e credere davvero che, insieme, ce la faranno.
Il mio grazie più grande va a Ila, che mi ha accompagnata nella lettura di questo romanzo con dolcezza e apertura. Ti auguro di arrivare al cuore di ogni lettore, così come sei arrivata al mio.
E grazie a Giunti per la splendida copia.


